lunedì, aprile 30, 2001

“Il pieno di colza e girasole, grazie”

Sia chiama Bio-diesel la proposta per chi vuole riempire il serbatoio della propria auto e della caldaia di casa con qualcosa che non peggiori l’ambiente e migliori le finanze.

Attendendo l’auto a margarina
Tutti conosciamo gli oli vegetali di semi, perché sono sugli scaffali di ogni negozio di alimentari, e ovviamente anche l’olio di oliva è un olio vegetale. Conosciamo anche forme solide di questi oli, che sono le margarine, prodotte idrogenando gli stessi (come fosse panna che viene montata). L’utilizzo di questi oli come fonte energetica, sostituendoli ai combustibili tradizionali in apparecchi anch’essi tradizionali, è una pratica recente, e i sostenitori dichiarano vantaggi per l’ambiente e per il portafoglio. Cerchiamo di capire meglio se la nostra prossima auto andrà a “margarina”...

Bioenergia
In linea generale vengono chiamate bioenergie tutte le fonti energetiche di origine vegetale (legnami, scarti dell’agricoltura e dell’industria di trasformazione, i rifiuti opportunamente selezionati, gli oli di origine vegetale).
Le fonti bioenergetiche derivano dall’energia solare che le piante hanno fissato nelle loro strutture attraverso la fotosintesi. Le piante, che sfruttano l’energia della luce solare per trasformare l’anidride carbonica presente nell’aria in composti organici, immagazzinano enormi quantità di energia. Quest’energia, che è alla base di qualsiasi processo vitale, perché qualsiasi essere viventi si nutre da questa fonte, potrebbe diventare il complemento ideale delle fonti energetiche più tradizionali.

La European Biomass Association (AEBIOM – http://www.ecop.ucl.ac.be/aebiom/), Associazione Europea che vorrebbe accrescere l’utilizzo delle bioenergie, stima l’impiego di derivati da organismi viventi per usi energetici. Si va dal 25% dell’energia complessiva richiesta in Finlandia allo 0,6% della Repubblica Ceca, con l’Italia che si attesta intorno al 2,1%. Oltre il 90% di questi consumi complessivi sono legati al riscaldamento; la stufa e il camino sono ancora il mezzo più comune per utilizzare bioenergie !


Bioenergia: quali vantaggi ?
L’uso di bioenergia ha interessanti vantaggi, alcuni di ordine generale, altri legati agli incentivi fiscali verso queste fonti. Il bio-diesel è esente dal pagamento dell’accisa, che è la tassa sui carburanti; sempre che la sua produzione rimanga sotto le 125.000 tonnellate l’anno, e quindi il suo consumo sia marginale.
Torneremo sul bio-diesel perché intanto vorremmo chiarire in che cosa consistono i vantaggi più generali. L’uso di fonti energetiche rinnovabili è la indispensabile forma di buona amministrazione del patrimonio energetico del pianeta. Come ognuno sa, lo spendere più di quanto si guadagna è una forma di suicidio economico, e mutatis mutandis consumare più energia di quanta se ne produce è un suicidio energetico. Il pianeta ha vissuto un secolo nel quale olio minerale e carbone sono stati la principale fonte di energia, e questo è stato possibile attingendo in modo esasperato a riserve che non sono rinnovabili. Il bilancio è stato fisso sul rosso per tutto questo tempo. Ora è necessario immaginare un secolo dove questo bilancio risalga verso lo zero, e i consumi siano sostenuti da una produzione energetica rinnovabile con percentuali di maggioranza.

Dicevamo “Bio-diesel”
“Estratto dai semi di colza e girasole, quindi completamente rinnovabile, non contribuisce all’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera, non contiene né zolfo né piombo e può essere utilizzato in normali motori diesel”.
Citiamo i principali vantaggi di questo carburante così come sono riportati in molti documenti. Il bio-diesel, che può essere utilizzato anche in miscela con gasolio tradizionale (e prende così il nome di ecodiesel), promette di avere un basso impatto ecologico perché non libera più anidride carbonica di quanta la pianta ne ha in precedenza fissata, non ha zolfo, e quindi non contribuisce a formare piogge acide, ha una percentuale di ossigeno tale per cui la combustione è migliore che non nel diesel minerale, ha elevata purezza, per cui libera pochissimi composti che hanno effetti cancerogeni.
Il comportamento in motori non perfettamente registrati, in un ambiente “reale”, è oggetto di studio in questi mesi, anche con l’utilizzo in mezzi pubblici di diverse città.
Non siamo riusciti ad avere informazioni precise circa il costo alla produzione di questi oli. Come abbiamo già chiarito in un altro articolo il costo di produzione degli oli minerali è molto basso, e il costo di produzione del bio-diesel dovrà essere altrettanto basso per essere competitivo.
Uscito dalla marginalità che gli garantisce l’esenzione fiscale, il carburante vegetale dovrà fare i conti con la tassazione e con consumatori poco inclini a “fare esperimenti” sulla propria auto pagata così cara. Qui si giocherà la partita.
Chissà se Rudolph Diesel immaginò che forse un giorno il suo motore avrebbe funzionato a “margarina” ?


Approfondire

www.biodiesel.it è il sito della De.Fi.Lu., che produce un bio-diesel pronto per la distribuzione. Contiene una lista di contatti internazionali molto interessanti su quello che sta accadendo nel mondo.

www.novaol.it è il sito della Eridania Beghin-Say che promuove l’utilizzo del bio-diesel di loro produzione, il Diesel-Bi. Informazioni, link e schede tecniche sul prodotto.

www.biodiesel.org sono le pagine dell’associazione americana per il bio-diesel. Molti esempi di utilizzo, documenti e dati dalla realtà americana.

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